Sport & Stress Ossidativo

È un po’ come una barra di ferro che si arrugginisce si muove meno, scorre meno bene, così con il passare degli anni le nostre abilità del corpo, dell’organismo, incominciano a diminuire fino ad annullarsi.

Questo in termini medici si chiama stress ossidativo, ossidazione, quindi le nostre articolazioni, l’apparato muscolo scheletrico, la pelle, tende ad arrugginirsi. Certo, il nostro organismo è in grado da solo di difendersi e quindi di generare sostanze anti[1]ossidanti per contrastare gli effetti dell’ossidazione, generando una vera e propria lotta per mantenere l’equilibrio tra ossidazione e ciò che riduce l’ossidazione.

Ma se per diversi fattori, questo bilancio viene o diventa favorevole all’ossidazione, inizia il degrado o la malattia. Pertanto, è evidente che questo equilibrio deve assolutamente essere mantenuto per mezzo di uno stile di vita sano, scegliendo un’alimentazione appropriata, praticando sport e se nonostante ciò capitasse di perdere questo equilibrio, sarà necessario utilizzare modulatori dello stress ossidativo per riportarlo a uno stato ottimale.

 

Come conoscere il nostro stato di stress ossidativo

Una domanda che sorge spontanea e lecita è: Come faccio a conoscere il mio livello di stress ossidativo?

Come faccio a sapere se il mio organismo sta conducendo la battaglia tra ossidanti e antiossidanti mantenendo il giusto equilibrio?

Al fine di monitorare e prevenire un eventuale elevato stress ossidativo è possibile fare un semplice test, non invasivo, chiamato Test d-Roms. Il test consiste nel prelevare una semplice goccia di sangue e per mezzo di un macchinario specifico è possibile misurare il livello di stress ossidativo del soggetto. Il test è vivamente consigliato in forma preventiva per tutti gli atleti agonisti e non agonisti ma anche a tutte le persone che intendono monitorare il proprio stato.

Altre persone che possono effettuare il test sono persone clinicamente sane ma che per svariate ragioni sono state o sono esposte a diversi fattori di rischio come: Soggetti obesi, o anche in sovrappeso, forti bevitori, fumatori, persone che sono esposte a radiazioni o inquinanti, che non praticano esercizio fisico ecc.

Il test dovrebbe essere anche somministrato da tutte quelle persone che hanno avuto una patologia correlata all’elevato stress ossidativo, come l’ictus, l’infarto, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, l’ipertensione, l’assunzione di particolari farmaci, anestesia, vaccini, trapianto di organi, ecc. al fine sempre di monitorare e prevenire le possibili conseguenze negative dello stress ossidativo.

Cosa fare se il nostro organismo evidenzia uno squilibrio tra ossidanti e antiossidanti? Effettuato il test, se si evidenzia uno sbilanciamento tra la produzione di sostanze ossidanti e antiossidanti, è bene intervenire subito affidandosi a uno specialista, che metterà in moto la terapia più idonea per la risoluzione del problema, intervenendo sullo stile di vita, migliorando l’alimentazione, inserendo eventuali integratori o anche farmaci se necessario, un’idonea attività fisica o trattamenti specifici. L’importanza dello sport per contrastare lo stress ossidativo. Lo sport, l’attività fisica, ricopre un elevata importanza nella prevenzione e nel contrastare lo stress ossidativo. È stato dimostrato che l’attività fisica stimola e produce un aumento di antiossidanti endogeni che sono in grado di neutralizzare i radicali liberi. È importante che l’attività fisica sia somministrata curando la personalizzazione e il rapporto tra metodologia, intensità di lavoro tempi di recupero. È stato evidenziato che l’attività aerobica a medio-elevata intensità ha effetto preventivo sulle malattie degenerative del cervello (M. di Parkinson – M. di Alzheimer), nelle patologie cardio-vascolari, nelle malattie metaboliche (diabete – dislipidemia) e in alcuni tumori (cervello – polmone). Nel 2001, ad esempio, in un esperimento inglese, somministrato a un gruppo di persone, gli è stato chiesto di correre cinque giorni alla settimana per un’ora a una a una frequenza cardiaca pari all’80% del massimale, al termine dell’esperimento i dati hanno mostrato un importante incremento della pre-ossidazione lipidica e dello stress ossidativo, ma dopo 12 settimane i soggetti mostravano un grado ridotto di pre-ossidazione lipidica e un livello di antiossidanti significativamente più alto rispetto al dato iniziale. (Miyazaki H et al) Molti studi hanno dimostrato che nella disciplina più ardua del triathlon, l’Ironman, gli atleti, nelle settimane successive mostravano un importante abbassamento del danno ossidativo a carico del DNA. Pertanto, possiamo affermare con comprovata certezza che l’attività sportiva, incrementa l’abilità sistemica, per prevenire e riparare un eventuale danno del DNA, per mezzo dello stimolo dei nostri meccanismi antiossidanti. Ancora una volta lo sport si posiziona tra i primi posti come arma di prevenzione delle malattie e come elisir di una lunga vita sana, votata al benessere psicofisico.

Stefano Secci Personal Trainer